La villa di Boulogne e i "jardins du monde", dove Max Ophüls girò il melodramma Yoshiwara, oggi compongono il musée Albert Kahn (in fase di ristrutturazione, ma con i giardini visitabili su appuntamento). La storia del banchiere alsaziano e della collezione di filmati e Autochrome Lumière è narrata per intero da un documentario a puntate  della BBC.

 

 

 

Ted Allan, il giornalista canadese che era con Gerda Taro a Brunete, racconta nei suoi scritti memorialistici che a Madrid andavano a vedere il capolavoro di Charlot. A differenza di altri film citati nel romanzo come Kuhle Wampe, M di Fritz Lang, e L'Atalante di Jean Vigo, qui esiste quindi una fonte precisa che testimonia quanto lei fosse affezionata a Tempi Moderni.

Sceneggiato da Hemingway e Dos Passos, doppiato da Orson Welles, Hemingway,  Jean Renoir in francese, "The Spanish Earth" è il più famoso film a sostengo della Repubblica spagnola. In Cina Capa ha poi lavorato con Ivens a The 400 million. Henri Cartier-Bresson ha dedicato tre film alla causa spagnola (qui e qui); nel terzo, With the Abraham Lincoln Brigade in Spain, ha riciclato del materiale filmato da Capa e Taro con la Eyemo. Infine c'era anche Luis Buñuel che con il regista sovietico Roman Karmen ha prodotto Espagne 1937.

 

Video amatoriale che contiene quasi tutti i ritratti di Gerda di cui si parla nel libro. Nel florilegio delle foto della Guerra di Spagna sono capitati anche scatti di Capa e di Chim, ma la gran parte del lavoro è in effetti di Gerda Taro.

Nel video che Unicef ha dedicato al suo primo progetto fotografico sono incluse la foto della scolaresca che attraversa le macerie del ghetto di Varsavia e quella dei ragazzini che giocano a palla a Villa Ada. La foto della bambina affetta da Tbc spinale appare in un video pubblicato sul bel sito curato dagli eredi di David “Chim” Seymour.

Tutta l’avventurosa storia dei negativi di Capa Taro e Chim, perduti e ritrovati.
La regista americana ha avuto un ruolo importante nella mediazione per farli arrivare finalmente all'International Center of Photography di New York. Il documentario è disponibile integralmente sul sito di "RaiStoria".